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IL TERRITORIO

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SEDE DEL COMUNE DI RONCHI DEI LEGIONARI

PALAZZO MUNICIPALE

Con il D.L. 22 gennaio 2004, n.42 venne varato il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio e con questo atto normativo la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Friuli Venezia Giulia inserì il Palazzo Municipale tra i beni immobili di utilità pubblica di interesse culturale e deve, quindi, rimanere sottoposto a tutte le disposizioni di tutela.

Leone di San marco sul Municipio di Ronchi dei Legionari
Il palazzo municipale di Ronchi dei Legionari foto CCM
Municipio di Ronchi dei Legionari foto di A.Coppola
Municipio Ronchi dei Legionari particolare bifora foto A. Coppola

STORIA

La città di Monfalcone nella prima metà dell’Ottocento esercitava la sua giurisdizione sulla Desena (decina) che comprendeva dieci località, tra cui Ronchi ed era questa la struttura amministrativa che contraddistinse il territorio per tutto il periodo della Serenissima. Nel 1815, il Congresso di Vienna sancì definitivamente l’appartenenza del Territorio sotto gli Asburgo e nel 1849 venne promulgata la legge per l’autonomia comunale, individuando nella libertà dei comuni la fonte di libertà dello Stato.
Nel 1850, l’attuazione della nuova legge sui comuni, diede origine alla riorganizzazione strutturale del tessuto politico-amministrativo del Distretto di Monfalcone e l’effetto fu la costituzione di nuovi comuni locali, come il comune autonomo di Ronchi, che si svincolò dalla secolare dipendenza della Città di Monfalcone.
Ronchi fino alla formazione dei comuni locali non aveva un vero e proprio municipio perché non c’era la necessità.
La sede del Comune, nel 1850, venne inizialmente ubicata in Via Roma, poi in Via San Lorenzo e alla fine dell’Ottocento la sede venne di nuovo riportata in Via Roma. Nel 1912 il Comune fu elevato a rango di Borgata e si spostò il Municipio nell’edificio in Piazza Nuova (attuale Piazza Unità).
Il Palazzo Municipale venne distrutto dai bombardamenti austriaci della Grande Guerra e l’attuale Palazzo venne successivamente edificato su un’area acquistata dal Comune fra il 1887 e il 1902, che era stata resa libera dalla demolizione dei fabbricati rurali. I lavori di costruzione della nuova sede del Comune iniziarono nel 1924 e la cerimonia di posa della prima pietra è di quell’anno e nel 1925 la struttura divenne operativa.
Nel 1926, quando il Comune mutò il nome da Ronchi di Monfalcone a Ronchi dei Legionari, ottenne in dono un grande quadro raffigurante Gabriele D’Annunzio, opera dell’artista Luigi Cobelli. Il quadro venne esposto nella Sala del Consiglio, fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale quando fu rimosso e risposto in un magazzino comunale, fino al 1954 quando venne nuovamente esposto nella Sala del Consiglio e attualmente conservato dall’Amministrazione Comunale.

ARCHITETTURA

Il Comune è a pianta squadrata irregolare e si sviluppa su tre piani, più un piano scantinato e sul lato sud-ovest si estende, a forma di torre, la parte più elevata, completata da una terrazza. L’architettura nel suo complesso è liberamente ispirata al neogotico veneziano e l’aspetto esterno è enfatizzato dall’elemento cromatico, attraverso l’uso di materiali diversi, come la pietra bianca e il mattone rosso. La parte inferiore di tutto il perimetro ha un basamaneto chiaro, evidenziato negli spigoli da elementi in pietra bugnata, mentre i piani superiori spiccano per il rosso del mattone a vista, intervallato da inserti di pietra bianca. Il sottotetto si presenta con un motivo a dentelli sporgenti, che corona le facciate. Il prospetto anteriore si contraddistingue per l’assetto distributivo e per la diversità tipologica dei fori di finestra.
Inoltre, è presente un bassorilievo con il leone marciano posto sul prospetto rivolto verso ovest e ciò avvalora ulteriormente il riferimento culturale al gotico veneziano.
All’interno, la Sala del Consiglio presenta un tipico soffitto cassettonato.
Nel 1953 vennero apportate delle modifiche alla scalinata in pietra con pianerottolo di accesso al piano rialzato, posta sul prospetto rivolto verso la piazza. Venne tolta la balaustra in pietra del portone d’ingresso su via Roma e fu allargato il pianerottolo con il conseguente posizionamento di gradini anche su quel lato. Questi lavori andarono a modificare il prospetto originario.
All’inizio degli anni Sessanta si ebbe un ampliamento della parte posteriore e una ristrutturazione della sede, lavori che si conclusero nel 1961; alla fine degli anni ottanta del Novecento, il Palazzo subì un radicale intervento di ampliamento e di ristrutturazione che determinò l’attuale connotazione. Il progetto, opera dell’architetto Fulvio Cattunar, mantenne i caratteri tipologici del manufatto originario, collegandolo però all’immobile denominato Ex Casa del Fascio.

OGGI

Con il D.L. 22 gennaio 2004, n.42 venne varato il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio e con questo atto normativo la Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Friuli Venezia Giulia inserì il Palazzo Municipale tra i beni immobili di utilità pubblica di interesse culturale e deve, quindi, rimanere sottoposto a tutte le disposizioni di tutela.
La Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Friuli Venezia Giulia, a conclusione della relazione estetico-artistica, scrive:
[…] l’interesse dell’edificio si ravvisa […] nelle sue peculiarità architettoniche che costituiscono un buon esempio di gusto eccletico liberamente ispirato al gotico veneziano. Il Municipio […] è una testimonianza particolarmente significativa delle iniziative di rinnovo urbano che caratterizzarono Ronchi nei primi decenni del Novecento, e rappresenta un elemento di pregio del contesto urbanistico circostante di Piazza Unità d’Italia.

INDIRIZZO

Piazza Unità d’Italia, n.1

+39 0481 477711

www.comuneronchi.it

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Comune di Ronchi
Area Cultura
Androna Palmada 1
Ronchi dei Legionari (GO)
info@ronchicultura.it

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