La Divina Commedia è una delle più importanti opere della letteratura mondiale composta da Dante Alighieri tra il 1307 e il 1321 e narra il viaggio ultraterreno del poeta stesso. Un viaggio verticale, simbolico attraverso 3 regni: Inferno, Purgatorio e Paradiso.
La Commedia Dantesca diventa quindi una sublime allegoria in cui l’esperienza del poeta da ‘personale’ si fa ‘universale’.
Božanska komedija je eno najpomembnejših del svetovne literature, ki jo je Dante Alighieri napisal med letoma 1307 in 1321 in pripoveduje o pesnikovem posmrtnem potovanju. Vertikalno in simbolično potovanje skozi tri kraljestva: Pekel, Vice in Raj.
Dantejeva Komedija je tako postala veličastna alegorija, v kateri se pesnikova izkušnja iz ‘osebne’ spremeni v ‘univerzalno’.
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Siamo nel canto XXII del Paradiso. Dante, nel VII cielo, ancora sconvolto per il grido degli spiriti contemplanti udito alla fine del canto precedente, si rivolge a Beatrice che gli parla come una madre che consola il figlio e lo invita a rivolgere la sua attenzione agli altri spiriti che stanno per mostrarsi a lui.
Ed ecco che cento sperule che ‘insieme / più s’abbellivano con mutui rai – moltissime sfere luminose che si fanno luce l’una con l’altra appaiono di fronte a lui.
La più grande e più luminosa delle luci si fa avanti lungo la scala d’oro e si rivolge al poeta: è l’anima di san Benedetto da Norcia che si presenta come colui che convertì alla fede cristiana i pagani che frequentavano il tempio di Montecassino e che diffuse il messaggio evangelico anche nei villaggi circostanti.
Egli prosegue il suo dialogo con Dante con una dura invettiva nei confronti dei benedettini degeneri: dichiara che al giorno d’oggi nessuno si stacca da terra per salire quella scala (nessuno cioè si innalza a pensieri contemplativi) e la sua Regola serve solo a sciupare le carte su cui è scritta. I monasteri, un tempo pieni di anime sante, sono ora diventanti delle spelonche e le tonache dei frati sono sacchi pieni di farina guasta.
La carne dei mortali è tanto blanda,
che giù non basta buon cominciamento
dal nascer de la quercia al far la ghianda. (Paradiso, XXII, 85-87)
La carne dei mortali è così debole e arrendevole alle seduzioni che là giù in Terra i buoni propositi non durano nemmeno il tempo che impiega la quercia da quando nasce a quando fa le ghiande, insomma ‘i buoni propositi durano poco’ (anche se il tempo indicato proverbialmente come irrisorio in realtà – botanicamente parlando – copre circa una 30ina d’anni).
Smo v XXII. spevu Raja.
Dante, ki je v VII. nebu še vedno pretresen zaradi krika kontemplativnih duhov, slišanih ob koncu prejšnjega speva, se obrne na Beatrice, ki mu govori kot mati, ki tolaži svojega sina in ga vabi, naj svojo pazljivost usmeri na druge duhove, ki se mu bodo prikazali.
Ed ecco che cento sperule che ‘insieme / più s’abbellivano con mutui rai – številne svetleče sfere, ki se medsebojno osvetljujejo, se pojavijo pred njim.
Največja in najsvetlejša luč stopi naprej po zlati lestvici in se obrne na pesnika: to je duša svetega Benedikta iz Norcije, ki se predstavi kot tisti, ki je v krščansko vero spreobračal pogane, ki so obiskovali tempelj v Montecassinu, in ki je širil evangelijsko sporočilo tudi v okoliških vaseh. Svoj dialog z Dantejem nadaljuje z ostro obsodbo degeneriranim benediktincem: izjavlja, da se dandanes nihče ne odtrga od tal, da bi se povzpel po tisti lestvici (nihče se torej ne zviša do kontemplativnih misli) in njegovo pravilo služi le za uničevanje papirja, na katerem je napisano. Samostani, ki so bili nekoč polni svetih duš, so zdaj postali špelanke in meniške tunike so vreče, polne pokvarjene moke.
La carne dei mortali è tanto blanda,
che giù non basta buon cominciamento
dal nascer de la quercia al far la ghianda. (Paradiso, XXII, 85-87)
Človeško meso je tako šibko in nagnjeno k zapeljivosti, da tam spodaj na Zemlji dobri nameni ne trajajo niti toliko časa, kot ga hrast potrebuje od rojstva do oblikovanja želodov, torej ‘dobri nameni trajajo malo’ (čeprav doba, ki je v pregovoru označena kot zanemarljiva, v resnici – botanično gledano – traja približno trideset let).
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Purgatorio. Canto XXX. Dante e la sua guida Virgilio si trovano ancora nell’Eden, il Paradiso terrestre, ad assistere ad una lunga processione di anime e angeli quando improvvisamente giunge una donna. Il poeta paragona questa potente apparizione a quella del sole che, talvolta, sorge velato da spessi vapori che rendono l’oriente di colore roseo e permettono di fissare lo sguardo sull’astro.
Io vidi già nel cominciar del giorno
la parte oriental tutta rosata,
e l’altro ciel di bel sereno addorno;
e la faccia del sol nascere ombrata,
sì che per temperanza di vapori
l’occhio la sostenea lunga fiata:
così dentro una nuvola di fiori
che da le mani angeliche saliva
e ricadeva in giù dentro e di fori,
sovra candido vel cinta d’uliva
donna m’apparve, sotto verde manto
vestita di color di fiamma viva.
Dante non ha ancora visto in volto la donna, che indossa un velo bianco, un mantello verde, una veste color rosso vivo e una ghirlanda di ulivo che rimanda a Minerva, dea della sapienza, simbolo di saggezza; ma il suo spirito avverte la potenza d’amore ed egli riconosce subito quella figura come la donna amata in vita, Beatrice. Turbato, si volta alla sua sinistra per dire a Virgilio che ogni goccia del suo sangue sta tremando,
…’Men che dramma
di sangue m’è rimaso che non tremi:
conosco i segni de l’antica fiamma’.
ma il poeta latino è scomparso e ciò provoca un enorme dolore al suo discepolo, che si sente abbandonato da colui che l’aveva assistito come un padre, e la bellezza.
Vice. XXX. spev. Dante in njegov vodnik Virgilij se še vedno nahajata v Edenu ali zemeljskem raju, da bi prisostvovala dolgi procesiji duš in angelov, ko nenadoma prispe ženska.
Pesnik primerja to mogočno prikazen s soncem, ki se včasih dviga prekrit z gostimi hlapi, ki obarvajo vzhod v rožnato barvo in omogočajo usmerjenje pogleda na zvezdo.
Io vidi già nel cominciar del giorno
la parte oriental tutta rosata,
e l’altro ciel di bel sereno addorno;
e la faccia del sol nascere ombrata,
sì che per temperanza di vapori
l’occhio la sostenea lunga fiata:
così dentro una nuvola di fiori
che da le mani angeliche saliva
e ricadeva in giù dentro e di fori,
sovra candido vel cinta d’uliva
donna m’apparve, sotto verde manto
vestita di color di fiamma viva.
Dante še ni videl ženske v obraz, ki nosi belo tančico, zelen plašč, obleko žive rdeče barve in venec iz oljke in ki spominja na Minervo, boginjo znanja, simbol modrosti; vendar njegov duh zazna moč ljubezni in takoj prepozna tisto figuro kot žensko, ki jo je ljubil, to je Beatrice.
Vznemirjen se obrne na svojo levo in pove Virgiliju, da se vsaka kapljica njegove krvi trese,
…’Men che dramma
di sangue m’è rimaso che non tremi:
conosco i segni de l’antica fiamma’.
toda latinski pesnik je izginil in to povzroča ogromno bolečino njegovemu učencu, ki se počuti zapuščen od človeka, ki ga je spremljal kot oče, in lepota Edena mu ne prepreči, da bi se opustil čustvenemu joku.
Ascolta l’audio:
Il Canto I del Paradiso ha un carattere introduttivo e funge da proemio a tutta la terza cantica.
Si apre con l’enunciazione di Dante del suo viaggio attraverso i dieci cieli che compongono il regno celeste fino all’Empireo. Egli, nel suo viaggio, ha visto cose che la ragione, e quindi la parola razionale, non possono rendere, o possono descrivere solo con estrema difficoltà
e vidi cose che ridire
né sa né può chi di là sù discende;
Motivo per cui il poeta richiede tutta l’assistenza di Apollo, il dio delle arti e della poesia.
La lunga invocazione ad Apollo apre la porta ad un complesso artificio retorico in cui Dante da una parte ostenta umiltà dichiarando la necessità del massimo aiuto divino per descrivere l’ultima parte del suo viaggio,
O buono Appollo, a l’ultimo lavoro
fammi del tuo valor sì fatto vaso,
come dimandi a dar l’amato alloro.
mentre dall’altra fa trasparire una piena consapevolezza della grandiosità dell’opera che si avvia a portare a compimento, e per cui meriterebbe d’essere incoronato con l’alloro, pianta simbolo di Apollo, usata per celebrare poeti e generali vittoriosi.
O divina virtù, se mi ti presti
tanto che l’ombra del beato regno
segnata nel mio capo io manifesti,
vedra’mi al piè del tuo diletto legno
venire, e coronarmi de le foglie
che la materia e tu mi farai degno.
Quella dell’Incoronazione poetica infatti era una cerimonia simbolica che ricalcava eventi simili a quelli che avvenivano nel mondo romano.
La prima cerimonia di questo tipo avvenne a Roma nel 1341, quando il re Roberto d’Angiò pose una corona d’alloro sul capo di Petrarca. Anche per Dante venne proposto un simile onore, ma ahilui morì prima di poter essere incoronato.
I. spev Raja ima uvodni značaj in deluje kot uvod v celotno tretjo kantiko.
Odpre se z Dantejevim napovedovanjem njegovega potovanja skozi deset nebes, ki sestavljajo nebeško kraljestvo vse do Empireja. On je na svojem potovanju videl stvari, ki jih razum in razumna beseda ne moreta izraziti ali jih lahko opišeta le z izredno težavo
E vidi cose che ridire
Nè sa nè può chi di là sù discende;
Zato pesnik zahteva vso podporo Apolona, boga umetnosti in poezije.
Dolgo nagovarjanje Apolonu odpira vrata zapletenemu retoričnemu izrazu, v katerem Dante na eni strani izkazuje ponižnost, medtem ko izjavlja potrebo po največji božanski pomoči za opis zadnjega dela svojega potovanja,
O buono Appollo, a l’ultimo lavoro
fammi del tuo valor sì fatto vaso,
come dimandi a dar l’amato alloro.
medtem ko na drugi strani se razkriva polna zavest o veličastnosti dela, ki ga namerava dokončati in za katerega bi si zaslužil biti okronan z lovorijem, Apolonovo simbolično rastlino, ki se uporablja za počastitev pesnikov in zmagovalnih generalov.
O divina virtù, se mi ti presti
tanto che l’ombra del beato regno
segnata nel mio capo io manifesti,
vedra’mi al piè del tuo diletto legno
venire, e coronarmi de le foglie
che la materia e tu mi farai degno.
Pesniško kronanje je namreč bila simbolična slovesnost, ki je posnemala dogodke, podobne tistim, ki so se dogajali v rimskem svetu.
Prva takšna slovesnost je potekala v Rimu leta 1341, ko je kralj Roberto d’Angiò postavil lovorovo krono na Petrarkovo glavo. Tudi za Danteja je bila predlagana podobna čast, vendar je umrl, preden je bil okronan.
Le installazioni sono composte da tre stele e da 2 elementi mobili:
un tronco che raccoglie intorno a se le foglie dell’essenza arborea rappresentata e un secondo elemento con una singola foglia della stessa. Entrambi gli elementi ceramici sono stati realizzati mobili, per far sì che possano interagire con la natura che li ospita, come foglie mosse dal vento o con i fruitori dell’opera attraverso un tocco gentile.
L’artista Michele Petruz invita il pubblico ad una forma d’arte partecipativa: “le mie opere d’arte interagiscono e stimolano i diversi sensi dell’essere umano”, continua…” la ceramica, materia fragile con la quale ho scelto di lavorare alcune parti del TRITTICO Dante, invita l’ osservatore a rapportarsi con l’opera con gesti gentili, così come andrebbe trattata la natura che rappresenta”.
Instalacije so sestavljene iz treh stel in dveh premičnih elementov:
deblo, ki okoli sebe zbira liste drevesne vrste, in drugi element z enim samim listom iste rastline. Oba keramična elementa sta bila izdelana tako, da sta premična in da lahko komunicirata z naravo, ki ju gosti, kot listi, ki jih premika veter, ali z občinstvom, potom nežnega dotika.
Umetnik Michele Petruz vabi javnost k sodelovanju v obliki participativne umetnosti: “moja umetniška dela interagirajo in spodbujajo različne čute človeškega bitja”, nadaljuje… “keramika, krhka snov, s katero sem izbral delati na nekaterih delih Dantejevega TRIPTIHA, ki vabi opazovalca, da se z delom seznanja z nežnimi dejanji, tako kot bi se morali obnašati do narave, ki jo predstavlja.