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IL TERRITORIO

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SI DISTINGUE PER I CICLI DI AFFRESCHI

CHIESA DI SANTO STEFANO
DI VERMEGLIANO

Recentemente restaurata in seguito ai danni del terremoto del 1976, la chiesetta di Santo Stefano permette di ripercorrere grazie agli affreschi interni le varie fasi della sua lunga storia a partire dal tardo Medioevo.

Questa Chiesa ha matrice locale, ma si distingue dalle altre chiese di Ronchi per i cicli di affreschi che attestano un passato pregevole per l’arte pittorica di carattere religioso.

Foto Bonaventura

Foto di Katia Bonaventura

Foto Bonaventura
Foto Bonaventura
Foto Bonaventura

STORIA

Recentemente restaurata in seguito ai danni del terremoto del 1976, la chiesetta di Santo Stefano permette di ripercorrere grazie agli affreschi interni le varie fasi della sua lunga storia a partire dal tardo Medioevo.
La piccola chiesa corrisponde in gran parte alla sistemazione del 1558: data scolpita sull’architrave della porta principale. Ma durante i restauri del 1980, in seguito all’asportazione degli intonaci, emersero tracce di un edificio precedente e resti di due affreschi quattrocenteschi. Quindi, è probabile che la prima costruzione del Quattrocento, di piccole dimensioni, sia stata successivamente ampliata per poter accogliere tutti i fedeli. Fortunamente la chiesa rimane indenne dai bombardamenti della Prima Guerra Mondiale.
Questa Chiesa ha matrice locale, ma si distingue dalle altre chiese di Ronchi per i cicli di affreschi che attestano un passato pregevole per l’arte pittorica di carattere religioso.

ARCHITETTURA

La facciata, preceduta da un portico, riportato nel 1980 alla sua struttura originaria, è sormontata da una bifora campanaria di tipo romanico del secolo scorso. La porta d’ingresso è affiancata ai due lati da strette finestre ad arco a tutto sesto, con cornice liscia, chiuse da grate di ferro. Nella parte superiore della porta si legge l’invocazione: S. STEPHANE / ORA PRO NOBIS / 1875 (Santo Stefano, prega per noi, nel 1875), che in origine costituiva il basamento per una figura monocromatica, di cui è rimasta soltanto la parte inferiore.
La piazza davanti alla chiesa, pavimentata in porfido e circondata da alberi, funge da moderno sagrato.
La chiesa presenta un’unica navata, le cui dimensioni testimoniano le costruzione per fasi dell’edificio sacro, con due altari laterali e il presbiterio rialzato con abside semiottagonale della stessa larghezza della navata. La copertura della navata è lignea su capriate, quelle invece del presbiterio e dell’abside è a volta a padiglione intonacata con lunette.
All’interno della Chiesa ci sono diversi affreschi e frammenti di essi, tra cui due ridotti frammenti sulla parete sinistra che costituiscono i reperti più antichi, in cui viene rappresentata una scena mutila (forse la Flagellazione) e la Lavanda delle mani di Pilato sulla parete destra. Quest’ultima, caratterizzata dal gioco del verde, giallo e rosa, rappresenta due personaggi in vesti medioevali collocati in uno spazio stilizzato, dalla prospettiva ancora incerta che ne conferma la datazione della metà del Quattrocento.
Nelle relazioni della visita pastorale del 1660 si legge che era presente anche un altro altare, oltre quello dedicato al Patrono, dedicato a Sant’Antonio Abate e fino al 1746 è documentata la presenza dell’altare e della sua festa, che si celebrava il 17 gennaio.
Nel corso dell’Ottocento vennero collocati il nuovo altare maggiore d’origine settecentesca e dedicato a Santo Stefano, e i due altari laterali di San Valentino e della Vergine del Rosario, con una statua lignea della Madonna. In questo periodo è stato fissato anche il Crocefisso ligneo sulla sommità dell’arco trionfale.

OGGI

Alla fine degli anni Sessanta la parrocchia ha deciso di costruire la nuova chiesa di Vermegliano in Via Garibaldi, consacrata nel 1973.

INDIRIZZO

Piazza Santo Stefano (fraz. Vermegliano)
+39 0481 777423

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