Lettura scenica: venerdì 8 marzo in Auditorium comunale alle 18.00. In occasione della Giornata internazionale della Donna.
Streghe ieri, donne in camice bianco oggi – Primavera in Arte 2024

In collaborazione con l’AUSER e l’Associazione Dadonnaadonna
In occasione della Giornata Internazionale della Donna
Teatro UNITRE Cormons
Streghe ieri, donne in camice bianco oggi
Regia di Luciana Ricchi
Venerdì 8 marzo – teatro
Auditorium Comunale ore 18.00
L’uomo ha sempre avuto, ed ha tuttora, il bisogno di credere a qualcosa di irrazionale per poter dominare ciò che non comprende e di cui ha paura: in particolar modo la malattia.
Ieri e oggi accanto alla medicina scientifica e tradizionale esiste una medicina alternativa, non convenzionale, che comprende approcci e terapie curative non incluse nella medicina ufficiale.
Lo sperimentalismo terapeutico, cioè la consuetudine di consultare più operatori sanitari per ottenere la guarigione, c’era ieri e c’è oggi.
Ieri e oggi anche misteriose figure di maghi, maghe, indovini di vario tipo, che rappresentano la luce in fondo al tunnel per placare le pene d’amore e dare speranza, attraverso la lettura dei tarocchi o l’interpretazione dell’astrologia.
In questa lettura scenica, inizialmente si dà spazio a un’atmosfera magico fantastica in cui le streghe buone fanno il loro rituale attorno al pentolone per apprestare rimedi di magia amorosa a donne preoccupate ed infelici. In seguito, attraverso testi e documenti, viene presentato l’identikit della strega, ruolo ben preciso nella società di 500 anni fa: vite realmente vissute e con esse tutto ciò che era legato alla magia popolare nel Friuli del XVI, XVII secolo e alle denunce, i processi, le condanne dei tribunali ecclesiastici e civili, fino ad arrivare alla due streghe giustiziate a Cormons nel 1647.
Queste donne erano streghe malefiche, o solo donne che per sopravvivere usavano le conoscenze apprese per curare, con le erbe e qualche rituale magico, le numerose malattie del corpo e le pene d’amore?
Erano comunque donne che sapevano ciò che la società di allora non voleva sapessero, accomunate dalla passione per la ricerca di nuove terapie e la conquista della propria indipendenza. Un difficile cammino verso l’affermazione delle donne- medico, delle donne in camice bianco di oggi, che sempre più numerose lavorano al fianco dei colleghi uomini, con la stessa dedizione e competenza professionale.


