PROGETTO

Passo dopo passo

Un percorso femminile tra memoria e presente

I contenuti di questa pagina si riferiscono ai cartelli posti sul territorio del Comune di Ronchi dei Legionari lungo il percorso dei “10.000 passi di salute” e che compongono il percorso permanente artistico-storico-letterario PASSO DOPO PASSO. Un percorso femminile tra memoria e presente con immagini fotografiche e riferimenti letterari relativi alla figura della donna del 900 nel nostro territorio.

Questo percorso, realizzato con la partecipazione dell’Associazione Cantieri Culturali Creativi Ets, del Consorzio Culturale del monfalconese/Ecomuseo Territori e dell’Associazione culturale Leali delle Notizie Aps, si colloca nell’ambito del progetto “Librinfesta, tra letteratura e arte” del Comune di Ronchi dei Legionari in partnership con Associazione Cantieri Culturali Creativi Ets, Consorzio Culturale del monfalconese/Ecomuseo Territori, Associazione culturale Leali delle Notizie Aps, Istituto Statale di Istruzione Superiore “G. D’Annunzio – Max Fabiani” (Liceo Artistico Max Fabiani) e Asugi (SC Disturbi del neurosviluppo e psicopatologia dell’età evolutiva)  

Il percorso proposto viene approfondito su questa pagina grazie ai qr code applicati ad ogni cartello che riportano alla sezione della pagina corrispondente e ne approfondiscono il contenuto.

1.

Gorizia, 17 maggio 1978. L’Italia al voto per il referendum sull’aborto

Gorizia, 17 maggio 1978. L’Italia al voto per il referendum sull’aborto.
Foto: Su concessione dell’archivio del Consorzio Culturale del Monfalconese

Patrizia Cavalli (1947-2022), fra le voci più importanti della poesia contemporanea, è stata una poetessa e scrittrice italiana del Novecento, vissuta tra Todi e Roma.

La poesia proposta è “Se posso perdonare, allora devo”. La poesia fa parte della sezione “Il mio felice niente” della raccolta “Vita meravigliosa”, edita da Einaudi nel 2020.

Se posso perdonare, allora devo
riuscire a perdonare anche me stessa
e smetterla di starmi a giudicare
per come sono o come dovrei essere.
Qui non si tratta di consapevolezza
ma è la superbia che mi tiene stretta
in una stolta morsa che mi danna.
Eccomi infatti qui dannata a chiedermi
che cosa fare per essere perfetta.

Tenersi all’apparenza, forse descrivere
soltanto cose in mutua tenerezza.

In collaborazione con 

2.

Ronchi dei Legionari, Venditrice di limonata in via Verdi (1930-1950)

Ronchi dei Legionari, Venditrice di limonata in via Verdi (1930-1950)
Foto: Su concessione dell’archivio del Consorzio Culturale del Monfalconese

Blaga Dimitrova, tra le figure più significative della letteratura bulgara del XX secolo, è stata poetessa, scrittrice, critica letteraria, traduttrice, dissidente del regime comunista bulgaro e vicepresidente della Repubblica di Bulgaria tra il 1992 e il 1993, ruolo da cui si dimise per coerenza personale e contrasti con la presidenza.

La poesia “Donna sola in cammino” è tratta dalla raccolta “Tempo inverso”, pubblicata per la prima volta nel 1966.

Scomodo rischio è questo
in un mondo ancora tutto al maschile.
Dietro a ogni angolo ti aspettano
in agguato incontri vuoti.
E percorri vie che ti trafiggono
con sguardi curiosi.
Donna sola in cammino.
Essere inerme
è la tua unica arma.

Tu non hai mutato alcun uomo
in protesi per sostenerti,
in tronco d’albero per appoggiarti,
in parete – per rannicchiarti al riparo.
Non hai messo il piede su alcuno
come su un ponte o un trampolino.
Da sola hai iniziato il cammino,
per incontrarlo come un tuo pari
e per amarlo sinceramente.

Se arriverai lontano,
o infangata cadrai,
o diventerai cieca per l’immensità
non sai, ma sei tenace.
Se anche ti annientassero per strada,
il tuo stesso partire
è già un punto d’arrivo.
Donna sola in cammino.
Eppure vai avanti.
Eppure non ti fermi.
Nessun uomo può
essere così solo
come una donna sola.
Il buio davanti a te cala
una porta chiusa a chiave.
E non parte mai, di notte
la donna sola in cammino.
Ma il sole come un fabbro
schiude i tuoi spazi all’alba.

Tu cammini però anche nell’oscurità
e non ti guardi intorno con timore.
E ogni tuo passo
è un pegno di fiducia
verso l’uomo nero
col quale a lungo ti hanno impaurita.
Risuonano i passi sulla pietra.
Donna sola in cammino.
I passi più silenziosi e arditi
sulla terra umiliata,
anche lei
donna sola in cammino.

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3.

foto scattata tra il 1948 e il 1957  Foto: Su concessione dell'archivio del Consorzio Culturale del Monfalconese

foto scattata tra il 1948 e il 1957

Foto: Su concessione dell’archivio del Consorzio Culturale del Monfalconese

“I knew if I quit, nobody would ever believe that women had the capability to run 26‑plus miles. If I quit, everybody would say it was a publicity stunt. If I quit, it would set women’s sports back, way back, instead of forward…”

“Sapevo che se mi fossi arresa, nessuno avrebbe mai creduto che le donne fossero in grado di correre più di 26 miglia. Se mi fossi arresa, tutti avrebbero detto che era un espediente pubblicitario. Se mi fossi arresa, questo avrebbe fatto fare un passo indietro allo sport femminile, invece che avanti…”

Kathrine Switzer

Kathrine Virginia Switzer (1947), è una maratoneta statunitense. È anche attivista per l’uguaglianza di genere nello sport, ed è nota per essere stata la prima donna a correre la maratona di Boston nel 1967, grazie a uno stratagemma che le permise di eludere il divieto di partecipazione imposto alle donne.

“Marathon woman. Running the race to revolutionize women’s sports” è la sua opera biografica, pubblicata nel 2007 in occasione del 40esimo anniversario della sua prima partecipazione alla maratona di Boston.

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4.

Trieste, 1910 circa  Foto: Su concessione dell'archivio del Consorzio Culturale del Monfalconese

Trieste, 1910 circa

Foto: Su concessione dell’archivio del Consorzio Culturale del Monfalconese

Clara Josephine Wieck Schumann (1819-1896) è stata una pianista e compositrice tedesca, ricordata tra le più importanti musiciste del Romanticismo europeo.

Clara si distinse per le proprie qualità e una personalità forte, orgogliosa e determinata. Peraltro, la sua vocazione alla musica derivava da una famiglia che ne aveva coltivato l’arte da generazioni.

QUI MUSICA: Clara Schumann

concerto in A minore – op. 7: II Romanza.

Andante ma non troppo con grazia

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5.

Ronchi dei Legionari, Piazza Unità, aprile 1961 “Le mule del mureto de Verméan”  Foto: Su concessione dell'archivio del Consorzio Culturale del Monfalconese

Ronchi dei Legionari, Piazza Unità, aprile 1961 “Le mule del mureto de Verméan”

Foto: Su concessione dell’archivio del Consorzio Culturale del Monfalconese

Fondato nel 1885 ed attivo fino al 1966, il Cotonificio di Ronchi de Legionari è ancora oggi una presenza significativa nel rione di Vermegliano. Elda Soranzio, nel suo libro “Le mule del mureto de la fabrica de Verméan”, ha cercato di ricostruire la storia di questa fabbrica, grazie alle fotografie e ai ricordi di amici. Il volume è stato prodotto dal Comune di Ronchi dei Legionari con la collaborazione con l’A.N.P.I Ronchi dei Legionari nel 2024.

“Le bambine, in quegli anni, lasciavano la scuola giovanissime per andare a lavorare in fabbrica. Spesso nascondevano la loro vera età per essere assunte (…) così le ragazzine si trovavano già a undici anni chiuse in un ambiente malsano, con il 90% di umidità, necessaria per il processo lavorativo.”

Citazione tratta da pag. 10.

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6.

Operaie al lavoro nel reparto cucitura tele per il rivestimento delle ali degli idrovolanti presso la sezione aeronautica del Cantiere navale di Monfalcone (1930-1935)  Foto: Su concessione dell'archivio del Consorzio Culturale del Monfalconese

Operaie al lavoro nel reparto cucitura tele per il rivestimento delle ali degli idrovolanti presso la sezione aeronautica del Cantiere navale di Monfalcone (1930-1935)

Foto: Su concessione dell’archivio del Consorzio Culturale del Monfalconese

Ada Negri (1870-1945) è stata una poetessa, scrittrice e insegnante italiana. La sua produzione fu caratterizzata da uno sguardo particolarmente attento alla condizione femminile. È stata la prima scrittrice della classe operaia, ed è stata la prima e l’unica donna a essere ammessa alla Reale Accademia d’Italia.

“Sciopero” è la 19esima poesia della raccolta “Tempeste”, pubblicata per la prima volta da Fratelli Treves nel 1895.

Non più, sotto il gran Sol che scalda e alluma
le sue grigiastre forme
l’opificio respira e romba e fuma:
alto è il meriggio, e l’opificio dorme.
Stagna dovunque la tristezza morta
del lavoro spezzato.
Non voci, non tumulti il giorno porta:
v’è un silenzio sinistro e disperato.
Qual mai, qual mai fatidica bandiera
sventola al Sol?… – Cencioso
sciopero, benvenuto. – Osa!… – La nera
fabbrica, nel terribile riposo
ruina pare; e un vel di polve giace
sovra i telai deserti;
e s’abbarbica ai muri un motto audace:
– O più giusto compenso, o braccia inerti. –
Osa e spera!… – Ogni macchina è sopita;
ma i ben limati denti
che forse stritolar più d’una vita,
digrignan gl’ingranaggi rilucenti.
Immobili le cinghie, un giorno sciolte
ad incessante giro,
cupamente ristanno, al par di scòlte
in vedetta, così, senza respiro.
Tutto è spento: cilindri e morse e spole:
non fuoco a la fucina,
non acqua a le caldaie. – E splende il Sole
con baleno irrisor, su l’officina;
ma per gli androni bui, sotto le volte
striscian fantasmi oscuri.
Strisciano larve di minaccia avvolte
lungo il viscido e freddo orror de’ muri:
e s’anima ad un tratto, ecco, ogni cosa,
e umana forma prende,
e sobbalza, gigante e maestosa:
viva una fiamma qua e là s’accende:
ogni macchina assume il divo aspetto
di vindice profeta:
rugge de la motrice il vasto petto,
ogni sbarra si fa gladio d’atleta:
e tutto grida: «O luminosa aurora,
non sei, non sei lontana.
Per te chi or sotto sferza empia lavora
potenza avrà di creatura umana:
per te giustizia, non pietà, nel mondo;
tutti per te gli sguardi
volti a un novo ideal santo e giocondo:
per te gioie sui bimbi e sui vegliardi!…
O fiumana d’amor, scendi, schiumante!
e un popol di risorti
ne la tua benedetta onda scrosciante
le labbra dolorose, arse, conforti!…
Già splende a l’orïente il sogno d’oro
de l’avvenire: il maggio
dei redenti e del libero lavoro,
lembo di cielo, sfavillio di raggio:
maggio d’ali e di sol, maggio di fiori,
di baci, di canzoni:
che vinti non avrà né vincitori,
che non avrà né servi né padroni.»

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7.

Santo Stefano di Cadore 24/8/1957  Foto: Su concessione dell'archivio del Consorzio Culturale del Monfalconese

Santo Stefano di Cadore 24/8/1957

Foto: Su concessione dell’archivio del Consorzio Culturale del Monfalconese

La camiciola di cotone finissimo
profuma delle corolle
della camomilla.
Quando la infilo,
sento l’estate sulla pelle

Ilaria Tuti

Ilaria Tuti (1976) è una scrittrice italiana che ha esordito nel 2018 con “Fiori sopra l’inferno”, primo libro della serie thriller con protagonista la commissaria Teresa Battaglia.

La citazione è tratta da “Fiore di roccia”, edito da Longanesi nel 2020. È un romanzo storico ambientato nella Prima guerra mondiale, con protagoniste le portatrici carniche. Con questo libro si è aggiudicata il primo posto alla 37esima edizione del Premio letterario nazionale per la donna scrittrice.

 

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8.

Operaia dei cantieri riuniti dell’Adriatico, Monfalcone 1933-1949

Operaia dei cantieri riuniti dell’Adriatico, Monfalcone 1933-1949

Foto: Su concessione dell’archivio del Consorzio Culturale del Monfalconese

Nella Nobili (1926-1985) è stata una poetessa italiana naturalizzata francese. Costretta a lasciare la scuola a dodici anni, Nella è di giorno operaia in una fabbrica di medicinali, di notte studiosa appassionata di Rilke e compositrice.

I versi sono estratti da “Quaderni della fabbrica”, raccolta che narra la sua difficile esperienza di operaia e lesbica nell’Italia fascista degli anni Quaranta, composta attorno al 1948.

Se magari
Si potesse fermare il frastuono delle macchine
Sentirei la voce delle mie compagne
Cantare le canzoni della vita
Canzoni d’amore di tutti i giorni
Se magari si potesse
Quelle voci che cantano sono fresche e soavi
Se magari si potesse fermare
La voce della fabbrica. Se magari

 

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9.

La foto ritrae Meem, giovane italiana di seconda generazione, durante una manifestazione in solidarietà alla cittadinanza bengalese dopo la chiusura del centro di culto islamico – Monfalcone, 23/12/2023  Fotografia di Mara Fella

La foto ritrae Meem, giovane italiana di seconda generazione, durante una manifestazione in solidarietà alla cittadinanza bengalese dopo la chiusura del centro di culto islamico – Monfalcone, 23/12/2023

Fotografia di Mara Fella

Mariangela Gualtieri (Cesena 26 febbraio 1951) è una poetessa e scrittrice italiana. La sua opera invita a uno sguardo di grata meraviglia, celebrando la bellezza del mondo anche nelle sue fragilità e con un’attenzione quasi mistica al quotidiano.

Subito si cuce questo niente da dire
ad una voce che batte. Vuole
palpitare ancora, forte, forte forte
dire sono – sono qui – e sentire che c’è
fra stella e ramo e piuma e pelo e mano
un unico danzare approfondito, e dialogo
di particelle mai assopite, mai morte mai finite.

Siamo questo traslare cambiare posto e nome.

Siamo un essere qui, perenne navigare
di sostanze da nome a nome. Siamo.

da “Quando non morivo”, Einaudi, Torino, 2019

10.

La foto ritrae Clelia, ospite di un centro diurno nel pordenonese, nel 2019.  Fotografia di Mara Fella

La foto ritrae Clelia, ospite di un centro diurno nel pordenonese, nel 2019.

Fotografia di Mara Fella

Alda Giuseppina Angela Merini (1931-2009) è stata una poetessa e scrittrice italiana. Con la sua poesia, Alda Merini ha abbattuto il tabù della malattia mentale e ha rivendicato il diritto di una donna di essere libera, eccentrica e “fuori dagli schemi” anche in vecchiaia.

“A tutte le donne” fa parte della raccolta intitolata “Vuoto d’amore”, pubblicata originariamente da Einaudi nel 1991.

A tutte le donne
Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso
sei un granello di colpa
anche agli occhi di Dio
malgrado le tue sante guerre
per l’emancipazione.
Spaccarono la tua bellezza
e rimane uno scheletro d’amore
che però grida ancora vendetta
e soltanto tu riesci
ancora a piangere,
poi ti volgi e vedi ancora i tuoi figli,
poi ti volti e non sai ancora dire
e taci meravigliata
e allora diventi grande come la terra
e innalzi il tuo canto d’amore.

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Area Cultura
Androna Palmada 1
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